Domanda: Quale marca di candele pensate di utilizzare quando petrolio, carbone e uranio cesseranno di esistere?Amici di Answers, oggi vorrei discutere con voi di un argomento delicato: l’esaurimento delle materie...

Quale marca di candele pensate di utilizzare quando petrolio, carbone e uranio cesseranno di esistere?




Domanda: Quale marca di candele pensate di utilizzare quando petrolio, carbone e uranio cesseranno di esistere?
Amici di Answers, oggi vorrei discutere con voi di un argomento delicato: l’esaurimento delle materie prime del nostro pianeta. Disporre di materie prime a sufficienza, significa innanzitutto munirsi di energia. Energia per riscaldarci, cucinare, guidare. Energia per produrre e per alimentare il motore capitalistico sul quale si poggiano le basi del nostro (ormai relativo) benessere.
Ora, qual è il problema? Il problema è che queste materie prime, a causa dell’abuso che se ne è fatto durante gli ultimi 30 anni, si stanno esaurendo. Ci stanno, tanto per paventare una delle eventuali conseguenze, lasciando a piedi. A farcene rendere conto, innanzitutto, sono stati gli aumenti di prezzo delle forniture. A cominciare da quello del petrolio, nuovamente verso i 70 dollari al barile, e le incertezze nella fornitura di gas naturale. Il carbone si sta avvicinando ai 60 dollari alla tonnellata (da sotto i 20 che era pochi anni fa) e l’uranio, tanto decantato come risorsa inesauribile, sta salendo di prezzo a livelli stratosferici.

A proposito di uranio: in tutto questo, l’unica risposta che arriva dal Governo sembrano essere delle urla isteriche e scomposte di “nucleare, nucleare!”. Ma pensiamo veramente di risolvere il problema energetico passando da una risorsa non rinnovabile e ormai in via di esaurimento (il petrolio) a un’altra risorsa non rinnovabile e ormai in via di esaurimento (l’uranio), nessuna delle quali disponibile sul territorio nazionale? Chi ci garantirebbe la fornitura di uranio in un mondo affamato di energia? Quanto tempo ci vorrebbe per costruire nuove centrali? Dove mettere le scorie in un paese come il nostro, geologicamente instabile e densamente popolato? Di fronte a queste incognite, non sembra che chi propone il nucleare si preoccupi di degnarci di una risposta.

Le risposte a questa crisi, invece, sono altre, e seguono la stessa scia già intrapresa da Stati Uniti e dalla maggior parte dei Paesi europei. Inizialmente, dobbiamo continuare ad affidarci al gas naturale, il meno inquinante dei combustibili fossili; quello che, per nostra fortuna geografica, si può ottenere da paesi vicini come l’Algeria che fino ad oggi ci hanno dimostrato la loro affidabilità come fornitori. Parallelamente, dobbiamo far decollare l’energia rinnovabile, le cui risorse sono abbondanti sia in Toscana sia, in generale, sul territorio nazionale. Abbiamo tanto sole: basterebbe coprire con pannelli fotovoltaici solo una parte dei tetti degli edifici esistenti per avere molta più energia di quanta ne utilizziamo adesso. In questo modo, il nostro Meridione d’Italia potrebbe diventare una grande centrale elettrica pulita, offrendo ad esso finalmente un ruolo definitivo e decisivo per le sorti del Paese.

Abbiamo vento sulla costa e sugli Appennini; non tanto da poter essere sufficiente da solo, ma utile per fornire energia a basso costo. Abbiamo le conoscenze e le tecnologie per recuperare efficacemente moltissima energia dai rifiuti, senza incenerirli e quindi senza inquinare. Disponiamo, infine, delle conoscenze e delle tecnologie per risparmiare almeno il 15% dell’energia complessiva impiegata in Italia senza patirne alcun disagio. La nostra eccellente capacità di produrre energia elettrica dalle fonti rinnovabili può essere vantaggiosamente accoppiata, inoltre, al trasporto elettrico su strada e su rotaia, cosa che ci potrebbe rendere indipendenti dalle importazioni di petrolio e di altri fossili in tempi ragionevoli, oltre che risparmiare la nostra salute.

Amici di Answers, perché non provarci? Quanto dovremo ancora farci del male prima di capire che il futuro, per il bene nostro e dei nostri figli, può e deve essere rinnovabile?
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@ RICERCATORE INDIPENDENTE. Parli un linguaggio che non conosco. In privato ti chiederò qualche consiglio per sopperire seriamente a questa mia carenza di conoscenze tecniche (ti considero un esperto in questo campo). Ora, solo una domanda: fatta la critica, qual è la tua ricetta?
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@ SKIPPER. Grazie per la spiegazione. La tua soluzione?

Risposta:


Purtroppo tanti ragionano ancora in modo antiquato..

Chiedendosi “QUALE fonte di energia può sostituire il petrolio??”

E gli stolti si rispondono “NUCLEARE! NUCLEARE!!” come se fosse la panacea di tuuti i mali..

Oltre al fatto che l’Uranio a prezzi concorrenziali si esaurirà ancor prima del petrolio c’è un altro fatto di cui tenere conto..
Dal nucleare si ricava esclusivamente energia elettrica..
Ma l’energia elettrica copre solo il 20% del nostro fabbisogno energetico..

Occorre che tutti ci mettiamo in testa che non esisterà mai una sola fonte energetica alternativa al petrolio, ma che il tutto dovrà avvenire attraverso un mix di fonti rinnovabili, ed attraverso il risparmio energetico..

Un esempio REALE, FATTIBILE ED IMMEDIATO??
L’illuminazione pubblica al led..

Un esempio pratico attuato da due comuni..
Scandiano (RE) e Torraca (SA)..

Il Sole 24 Ore) Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, e Torraca, nel salernitano: sono due piccoli centri abitati saliti alla ribalta nella puntata di “Report” andata in onda in questi ultimi giorni su RaiTre. Il perché di questa vetrina mediatica è tutto in due parole: risparmio energetico. E’ bello rimarcare che vi sono esempi di lungimiranza e spirito di iniziativa verso una tematica al centro del dibattito globale e sono esempi di progetti che andando al di là delle solite “trappole” burocratiche tipiche dell’amministrazione made in Italy hanno già prodotto dei, sensibili, risultati. A legare idealmente i due comuni è la tecnologia a led (dall’inglese Light Emitting Diode, cioè diodo a emissione luminosa), la cui adozione, lo dice il dipartimento dell’energia degli Stati Uniti, porterebbe gli Usa a risparmiare 115 miliardi di dollari in 15 anni.

A Torraca ha trovato prima spazio su dieci lampade di una piazzetta e poi successivamente sull’intero impianto di pubblica illuminazione del paese, il primo al mondo a dotarsi quindi di questa fonte di energia alternativa. I numeri delle bollette, come ben evidenziato dalla nota trasmissione televisiva, testimoniano in modo esplicito l’efficacia del provvedimento: dagli 11.148 kilowatt consumati del novembre 2006 si è passati ai 5753 kilowatt dello scorso novembre. Il che significa un risparmio di circa il 60%. Un bel passo in avanti, corredato dal fatto che l’energia necessaria per illuminare il paese viene prodotta da tre impianti fotovoltaici che generano per le casse comunali un utile di circa 45-50.000 euro anno
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RISPARMIO ENERGETICO, MISTO A FOTOVOLTAICO, CHE POSSONO PORTARE AD ABBATTERE I COSTI DELL’ENERGIA SOLARE..
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I vantaggi legati all’adozione del Led, nel caso di Scandiano, sono presto detti: otto lampade tradizionali sono state sostituite con sei impianti a Led e a parità di illuminazione prodotta il risparmio energetico è di circa il 50%. Rispetto ai comuni lampioni, inoltre, le lampade Led promettono – secondo i tecnici di Careca – una durata di gran lunga maggiore (superiore alle 50.000 ore, quindi, almeno 12 anni di utilizzo) sebbene la superficie illuminata sia maggiore e richiedono ridotti costi di manutenzione rispetto agli impianti tradizionali. Altri vantaggi evidenti agli occhi di tutti della tecnologia a Led riguardano quindi i tempi d’accensione, di fatto istantanea, e la totale assenza di sfarfallii del fascio luminoso, che spesso caratterizzano i tradizionali impianti d’illuminazione stradale.
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RICERCATORE INDIPENDENTE..
Ti rispondo subito..
E per non sbagliare ti copio un link..
Risparmio energetico:

a parita’ di illuminazione , con la tecnologia LED si ha un risparmio energetico dal 50 al 80%.
Qualita’ della luce:

La luce emessa dalle lampade al sodio e’ gialla, non corrispondente al picco della sensibilita’ dell’ occhio umano: i colori non sono riprodotti fedelmente ed e’ quindi necessaria piu’ luce per garantire una visione sicura.
I LED invece, emettono luce bianca fredda, che permette di raggiungere un’illuminazione sicura per gli utenti della strada (abbassa i tempi di reazione all’imprevisto) , con minor consumo di energia. La luce bianca attraversa molto meglio la nebbia, rendendo i veicoli piu’ visibili. Inoltre i LED aumentano anche la qualita’ delle immagini catturate dalle telecamere di sicurezza.
L’indice di resa colorimetrica (CRI) indica la fedelta’ di riproduzione dei colori: vale 20 per le lampade al sodio e 80 per le lampade LED.
L’idea di legare la tecnologia LED all’illuminazione stradale deriva anche dalle ultime scoperte scientifiche in campo percettivo: gli studi sulla visibilita’ con luce bianca si basano sul fatto che a seconda della luminanza utilizziamo o meno tutti gli apparati percettivi del nostro occhio (coni e bastoncelli). I risultati indicano che sono da preferire le sorgenti luminose con spettro prevalente nella banda del blu , come i LED, senza richiedere elevati valori di luminanza. Le lampade al sodio ad alta pressione presentano uno spettro centrato nella banda del rosso, molto al di fuori del picco di sensibilita’ dell’occhio umano.
Si puo’ quindi affermare che con le lampade al sodio occorre aumentare la potenza luminosa del 50% per garantire una visione sicura.
Durata:

La vita utile dei sistemi a LED e’ stimata in 50.000-100.000 ore (10-20 anni, 12 ore al giorno) contro le 4000-5000 ore (11-14 mesi) delle lamapade al sodio ad alta pressione.
Manutenzione:

i costi di manutenzione degli apparati di illuminazione a LED sono stimati nell’ordine di un decimo rispetto agli impianti al sodio attualmente in uso.
Costi

i sistemi a LED hanno un costo iniziale maggiore, dal doppio al triplo, rispetto alle soluzioni tradizionali.
Considerando pero’ la maggiore durata , il risparmio energetico e la mauntenzione quasi assente, si ha un risparmio netto dal 50% al 80%.
Il dipartimento dell’energia degli Stati Uniti d’America stima che sostituendo,negli U.S.A., nei prossimi 20 anni l’attuale illuminazione stradale e urbana con i LED si possa:
1. diminuire il consumo di energia elettrica del 62%
2. ridurre le emissioni inquinanti di 250 milioni di tonnellate di anidride carbonica
3. evitare la costruzione di 153 nuove centrali elettriche
4. risparmi finanziari per 115 miliardi di dollari di finanziamenti non necessari per la costruzione di centrali elettriche.- Inoltre la produzione di semiconduttori diventa sempre piu’ economica con l’ aumentare dei volumi di produzione e quindi, con il diffondersi della tecnologia LED, i prezzi si abbasseranno.
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Come vedi il risparmio non è solo teorico, ma DECISAMENTE PRATICO..
Ciao..

Conosci una risposta migliore? Lasciala pure nei commenti!

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